C’è da dire che non solo i sapienti custodi nostrani dell’intelligentia ma anche buona parte del centrodestra italiano è stata prudente su Trump durante tutta la campagna elettorale. Io invece ho sempre tifato per lui – amico che ho avuto la fortuna di conoscere circa quindici anni fa (in foto il nostro primo incontro) – con un endorsement pieno, netto, chiaro, senza eufemismi o giri di parole.
Oggi, mentre tutti si improvvisano politologi e iniziano a dubitare sul suffragio universale, mi unisco al coro di chi ancora crede nella democrazia per ricordare che Donald Trump è stato eletto Presidente dagli americani. Beati loro che hanno potuto scegliere da chi farsi governare.
La sua vittoria segna una rottura contro un sistema debole, che non era capace di difendere l’America dalle insidie odierne, terrorismo in testa. Così con le sue idee decise e le sue grandi capacità personali, che lo rendono la sintesi massima del sogno americano, renderà gli Stati Uniti più forti e rispettati.
Non solo l’America ma tutto il mondo ha bisogno di lui perché questo è il momento dell’identità, dei confini, dell’esclusione e non più dell’inclusione da panico.
Forza Donald!




