Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, vorrei dire due cose al Governo.
Oggi chiedete un’altra fiducia a questa Assemblea e sapete benissimo che ciò che oggi potrebbe apparire un atto di forza è, invece, un atto di estrema debolezza perché potete fare i gradassi nel palazzo e chiedere la fiducia già sapendo di poterla ottenere, ma siete coscienti che, invece, la fiducia fuori da questo palazzo gli italiani non ve la darebbero mai più. (Applausi dal Gruppo FdI).
Voi siete quelli che chiedete la fiducia con una certa leggerezza, contravvenendo a tutto quello che avete raccontato ai vostri elettori. Mi riferisco soprattutto alla componente del MoVimento 5 Stelle. Voi siete arrivati qua con una narrazione che oggi state smentendo plasticamente con la richiesta di questo voto di fiducia. Eravate infatti quelli che salivate sui tetti, dicendo che il comportamento del Governo di allora era una vergogna, che era una vergogna la richiesta di continue fiducie, che non era democratico. Ricordo bene chi oggi è seduto come Presidente della Camera dei deputati dire con forza che se il MoVimento 5 Stelle fosse arrivato al Governo mai avrebbe utilizzato la fiducia, perché era una maniera per non tener conto della Camera, del Senato, del Parlamento.
Voi, che eravate quelli che per prendere i voti dicevate agli italiani che avreste aperto questi palazzi come una scatoletta di tonno, oggi invece siete qua usando quella fiducia che tanto avete combattuto.
Questa vostra richiesta di fiducia è però ancora più grave, perché la ponete su una materia che attiene ai diritti fondamentali delle persone, come la libertà, la sicurezza e la riservatezza di ogni individuo e di ogni persona. Voi lo fate con assoluta leggerezza. Non ve ne importa assolutamente niente.
Questo è il motivo che ci fa dire che la vostra richiesta di fiducia di questo Palazzo al Governo rappresenta una doppia gravità; un Governo che non c’è, è immobile e non ha certo a cuore gli interessi degli italiani. Un Governo che litiga, ogni giorno, su qualsiasi cosa. Devo dire che mi piacerebbe veramente che gli italiani potessero vedere lo spettacolo che è stato dato ieri nella Commissione giustizia di questo Senato. Mi piacerebbe potessero vedere quanto è accaduto ieri in Commissione giustizia per poter dare un giudizio.
Voi però state cambiando quelli che sono i diritti fondamentali delle persone. Non mi riferisco agli assassini, ai terroristi e ai delinquenti. Il decreto-legge che voi portate avanti può impattare infatti anche sulle persone, che magari per una semplice delazione, per un’ipotesi, per un sospetto di reato amministrativo, si troverebbero e si troveranno la loro vita sbattuta in prima pagina. Voi state mettendo in piedi una gogna moderna. Sono cambiati gli strumenti, ma la gogna rimane. Con questo provvedimento voi farete partecipare i cittadini a una sorta di grande fratello; cittadini che non vorrebbero partecipare e che, molto probabilmente, non dovrebbero partecipare al grande fratello, che state mettendo in piedi.
Certo, capisco che voi avete una concezione molto particolare dello Stato di diritto. Ricordo le parole del vostro Presidente del Consiglio – per noi gravissime – quando ha detto che lui non è né giustizialista, né garantista. Ciò lede i nostri principi costituzionali. Ricordo infatti anche a voi che per la nostra Costituzione nessun cittadino è colpevole fino al giudizio definitivo. Invece voi oggi volete cambiare lo Stato di diritto, che per tanti anni ha retto la nostra Nazione.
Io capisco che, secondo la vostra concezione, un cittadino non è innocente fino a prova contraria ma è colpevole fino a prova contraria e questo è un fatto gravissimo. Ma state facendo anche di peggio perché state cambiando il codice di procedura penale con un decreto-legge. Vi assicuro che nessuno mai aveva osato tanto. Insomma, con questa fiducia a voi sembra di essere forti, perché molto probabilmente il Governo oggi otterrà la fiducia, ma ogni fiducia che questo palazzo darà al Governo è una picconata nei confronti della fiducia che gli italiani – ve lo dico chiaramente – a voi non daranno mai più.
Vorrei chiudere il mio intervento, Presidente, chiedendo a questo Governo che cos’è la democrazia. Vorrei chiedere a questo Governo qual è il suo concetto di libertà. Noi abbiamo la risposta ma mi piacerebbe tanto sentire voi che avete starnazzato a lungo sul concetto di democrazia rappresentativa, voi che avete illuso milioni di italiani perché “uno vale uno”, voi che avete illuso gli italiani dicendo loro che avreste cambiato tutto quello che era avvenuto in passato, voi che avete combattuto, voi che avete detto che la fiducia non era assolutamente uno strumento giusto perché eravate per il confronto delle idee, per il dibattito, per le discussioni, ecco, l’unico motivo di gioia – se così si può dire – in questa giornata triste per lo Stato di diritto, è la vostra rappresentazione plastica: predicate bene ma razzolate malissimo.




