I nostri ritardi sui vaccini causano centinaia di morti ogni giorno in Italia quando altri Paesi, come la Gran Bretagna, sono passati da 1200 morti al giorno a poco più di 50. Non vorrei essere nei panni di chi avrà sulla coscienza le prossime vittime, sperando che una coscienza ce l’abbia.
Dare oggi la colpa del piano vaccinale mancato alle regioni lo trovo profondamente ingiusto, l’ho detto in Tv e lo ripeto: il piano vaccinale non è mai stato fatto dal governo precedente. Ora, ripeto, criticare solo le regioni è profondamente sbagliato.
L’Europa ha fatto il peggio del peggio: nel contratto con le case farmaceutiche c’è scritto che faranno del loro meglio, senza penali. Uno scandalo che l’emergenza non giustifica. E questo ritardo, che ha responsabili ben precisi, costerà a noi italiani almeno 30mila morti in più. Nonni, zii, nipoti, figli, genitori che non ce la faranno per questo ritardo.
È un ritardo che causa centinaia di morti ogni giorno in Italia quando, come scrivo sopra, altri Paesi, come la Gran Bretagna, dove i vaccini sono stati fatti senza le lungaggini burocratiche e i freni europei, sono passati da 1200 morti al giorno a poco più di 50.
Comunque troppi, è vero, ma niente in confronto alle nostre cifre.
Fa accapponare la pelle poi il fatto che ci siano anziani non vaccinati perché altre corporazioni sono riuscite ad avere il vaccino prima degli over settanta e ottanta e così succede che siano vaccinati più persone sotto i 29 anni che sopra i 70.
Il caso del giornalista del Fatto Quotidiano Andrea Scanzi è un assurdo: vaccinato prima dei suoi genitori. Impressiona leggere questo sommario pubblicato da Dagospia, il sito di informazione di Roberto D’Agostino: «1. Scanzi ha saltato la fila come caregiver, ossia badante, dei genitori, ma è una bufala: nemmeno ci convive – 2. La lista dei panchinari dove sarebbe stato inserito non esisteva ancora (è stata creata 20 giorni dopo) – 3. Quando è stato chiamato per vaccinarsi, Scanzi non era ad Arezzo, ma a centinaia di km di distanza».
Perfino più interessante leggere alcuni passi della autodifesa che Scanzi ha rilasciato al quotidiano online affaritaliani.it: il vaccino «l’ho fatto alla luce del sole perché non avevo nulla da nascondere».
Dice che ha «contributo a mettere online quella lista di “panchinari” che, pur essendo regolarissima, fino ad allora era scritta a mano… È chiaro che questo è un elemento critico, ma dovrà spiegarlo l’ASL, mica io!… Detto questo, è ovvio che non mi sento minimamente un “caregiver familiare”: sono vent’anni che non vivo con i miei genitori, i quali (toccando ferro) nonostante tutto sono autosufficienti… È chiaro se uno mi definisce “caregiver” e poi mi vede il giorno dopo in una clinica detox a 5 stelle pensa che io stia prendendo per il culo il prossimo, ma è stata l’ASL a definirmi in quel modo…».
E a proposito del fatto che qualcuno ha sottolineato che i suoi non sono stati vaccinati: «Beh, chi dice queste cose non conosce le regole: mio padre ha 69 anni e mia madre 72, non hanno potuto essere vaccinati perché non rientrano negli over 80».
Quindi se qualcuno ha delle responsabilità non è lui, ma la Asl, l’azienda sanitaria locale; lui non è un badante (definizione usata sempre per colpa della Asl); ed è pure meritevole che dopo il suo caso ora ci sia una reale lista per i caregiver, che prima non c’era.
E se i suoi genitori non sono vaccinati è perché sono giovani e in più ci fa sapere che stanno benissimo e non hanno bisogno di un badante (unica buona notizia).
Credo sia meglio finirla qui.

Daniela Santanchè