I rapinatori sono entrati nel suo negozio di gioiellerie, in provincia di Cuneo, dove sono nata, a Grinzane Cavour, impugnavano una pistola (solo dopo si è scoperto che era giocattolo) e un coltello, hanno preso a pugni la moglie, legato la figlia con le fascette da elettricista. Terrorizzate hanno urlato. Lui era nel retro, è corso ad aiutarle. Ha visto la moglie con la pistola puntata alla gola, accanto alla cassa c’era anche la pistola (era stato già rapinato e massacrato a sangue con le due figlie che allora furono legate e chiuse in bagno) e ha sparato ai tre banditi (vecchie conoscenze sia delle forze dell’ordine sia ai loro vicini: «Vivevano così»). Due sono morti subito, uno l’hanno preso in ospedale dove si faceva curare, perché questa è gente ci odia, ma poi fanno comodo gli ospedali pagati da chi lavora e non rapina.

«Mi auguro che Mario non debba subire il calvario giudiziario vissuto da tante vittime di rapine che si sono legittimamente difese. Difendere la propria vita e la propria famiglia non può essere una colpa», ha detto Giorgia Meloni. Ma la giostra è già iniziata. Mario Roggero è indagato per omicidio colposo ed eccesso di legittima difesa. Certo, si tratta di un atto dovuto, fanno sapere fonti della Procura di Asti, ma intanto per aver protetto la sua famiglia, sua moglie, sua figlia è indagato, deve trovarsi un avvocato, deve difendersi non solo da chi ha attentato a chi ama e al suo lavoro, ma anche dallo Stato che ora indaga sulla sua condotta, se ha fatto bene, se ha esagerato.

Già, perché c’è una legge che dice che se ti minacciano, se vedi tua figlia legata e tua moglie presa a pugni e con una pistola alla gola, non devi esagerare, devi capire in quel momento come fare e come muoverti se non vuoi andare nelle grane. E mentre rischi la condanna per eccesso di legittima difesa, non rischi niente per scarsità di legittima difesa. Il pavido vigliacco è protetto, il coraggioso protettivo no. Spaventoso.

“È durato una frazione di secondo – ha detto al quotidiano La Stampa – ho in mente solo il rumore dello sparo. Ho visto che un rapinatore aveva la pistola puntata alla gola di mia moglie e ho sentito un colpo, non sapevo che era un’arma giocattolo. A quel punto gli sono saltato addosso, a mani nude, poi il resto lo conoscete ormai tutti… Dovevo difendere mia figlia e mia moglie ho fatto quel che avrebbe fatto qualunque papà nella mia condizione. Sono intervenuto… O loro o la mia famiglia”.

Quindi, giù le mani da Mario Roggero. La difesa è sempre legittima!”. Mi hanno colpito le parole di Mario Cattaneo, l’oste di Gugnano, frazione di Casaletto Lodigiano, che sparò e uccise uno dei ladri che si era introdotto nella sua proprietà. Cattaneo è stato assolto in primo grado, ma la Procura ha presentato appello, una notizia così assurda che l’ho ricontrollata, ma è così.

Concludo con le parole che la figlia del gioielliere, Silvia, scritto su Facebook: “Grazie alle persone che dai balconi hanno applaudito mio papà che ha difeso coraggiosamente mia mamma e mia sorella di fronte a un’arma da fuoco puntata con minacce di morte e di aggressione”.

Ecco Silvia, considera che da quei balconi c’ero anch’io e tutta l’Italia per bene ad applaudire tuo papà.

Daniela Santanchè