Dopo le pesanti offese sessiste del fotografo Oliviero Toscani contro Giorgia Meloni, sono intervenuta in Senato per far notare che dopo pochi giorni dalla giornata mondiale contro la violenza sulle donne nessuno è intervenuto per ricordare questo recente e grave avvenimento. Se non combattiamo questi cattivi maestri, non piangiamo lacrime di coccodrillo quando le donne vengono uccise.
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto d’intervenire alla ripresa della seduta su una questione avvenuta ieri e mi riferisco alle parole che Oliviero Toscani ha pronunciato nei confronti di Georgia Meloni.
Ho preso la parola perché vorrei ricordare all’Assemblea e a me stessa che una settimana fa eravamo qua tutti insieme, tutti uniti, a presentare e a votare delle mozioni per combattere la violenza contro le donne e tutti gli interventi svolti in quest’Aula avevano qualcosa di buono, perché tutti contenevano non soltanto la presa di coscienza della serietà e gravità del problema, ma anche del fatto che non dovevano esserci differenze, che bisognava essere un sol uomo. Ricordo le parole pronunciate dalla senatrice Valente, la quale aveva ricordato che il Parlamento non può che essere un’alleanza, che noi tutti dobbiamo compiere uno sforzo unitario e coeso per stanare tutti i tentativi espliciti, per difendere e soprattutto costruire modelli diversi di società, che non devono essere maschilisti o sessisti.
Credo che tutti abbiate letto come Oliviero Toscani si è espresso ieri nei confronti di Giorgia Meloni, parlando di caratteristiche estetiche e di categorie che dovrebbero essere molto lontane dalle valutazioni di noi donne nel nostro ruolo politico, professionale, imprenditoriale. Infatti, non ho mai sentito dire di colleghi uomini che sono brutti o belli, bassi o alti; invece, quando si parla di noi donne, purtroppo ancora oggi nel terzo millennio, veniamo valutate sulla base di considerazioni estetiche.
Io trovo che le parole di Oliverio Toscani non siano solo pesanti, ma che diventano pericolose. Io lo considero un mandante intellettuale della violenza contro le donne, un cattivo maestro, un uomo pericoloso perché fomenta la violenza sulle donne.
Ringrazio alcune college del Partito Democratico, di Forza Italia e anche il Presidente del Consiglio che si è espresso e ha chiamato Georgia Meloni. Sono rimasta male degli amici della Lega, che riconosco essere amici e alleati importanti, da cui non ho sentito una sola parola di condanna per quello che è successo. Sono rimasta male anche di come certe volte le parole si sprecano e i fatti poi non sono consequenziali, perché il 25 novembre non era un anno fa, ma pochi giorni fa e oggi in quest’Aula, se non avessi preso io la parola, probabilmente nessuno avrebbe voluto mettere l’accento su questo grave episodio.
Vorrei quindi dire che mi aspetto dal Partito Democratico che prenda delle decisioni nei confronti di un suo iscritto, oltretutto di uno pseudointellettuale, un uomo che frequenta il gotha, che dovrebbe essere un riformista, che dovrebbe alimentare il rispetto per le donne, di un uomo che dovrebbe essere illuminato.
E invece è un poveretto, una persona che, ancora, nel terzo millennio, usa questa categoria per definire le donne.
Concludo il mio intervento dicendo che, se non combattiamo i cattivi maestri, i mandanti intellettuali, non possiamo poi versare lacrime di coccodrillo quando le donne vengono ammazzate. Ricordiamoci delle parole di Oliviero Toscani.“



