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È successo a Viareggio, nella bellissima Versilia. Un pakistano, da anni in Italia, combina il matrimonio della figlia 15enne con un 50enne. Il padre tiranno viene allontanato da casa grazie al coraggio della ragazza che chiama le forze dell’ordine prontamente intervenute.

L’integrazione invece non è mai pervenuta.Qualcuno sostiene che le tradizioni culturali di chi viene a lavorare (non sempre a lavorare, ma a volte a delinquere) in Italia vanno non solo rispettate, ma perfino tutelate. Finché si tutela un piatto di cous cous, un ballo, un canto d’accordo, ma quando certe tradizioni, certe radici cosiddette “culturali” infrangono i nostri più elementari principi di libertà, di dignità umana, si capisce che va fatta chiarezza a chi vorrebbe vivere con noi e accanto a noi. Dagli atteggiamenti più semplici, come la pulizia, l’ordine, il rispetto e l’amore per il prossimo, ai principi fondamentali della nostra civiltà. Come detto la ragazzina quindicenne ha chiamato la polizia, s’è salvata, la madre è stata trovata ferita, forse quell’uomo pensava a una strage per un matrimonio combinato con un uomo di 35 anni più vecchio.

Ricorda il film verità La Sposa Bambina Il film è basato su una storia autentica, raccontata nel libro, scritto da Nojoud Ali e dalla giornalista Delphine Minoui, dal titolo: Mi chiamo Nojoom, ho 10 anni e voglio il divorzio. Il libro è un best seller, tradotto in 16 lingue e venduto in 35 paesi

Vale la pena di leggere qualche stralcio dal sito della polizia di Stato“Il 15 settembre personale della squadra volante del Commissariato di Viareggio ha eseguito l’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare di M.H. pakistano di 45 anni, regolarmente soggiornante sul territorio nazionale, dall’abitazione in cui viveva insieme alla moglie e alle due figlie di 15 e 8 anni. La richiesta di aiuto era pervenuta, in lingua inglese, sulla linea 113 da parte della figlia maggiore. Sul posto, gli operatori hanno potuto constatare che l’appartamento era a soqquadro, con suppellettili rotti e stoviglie disseminate sul pavimento, tra cui due grossi coltelli da cucina con tracce ematiche. In effetti, oltre al forte stato di agitazione in cui versavano tutte e tre le donne, la madre in particolare, presentava anche una ferita da taglio alla mano destra per la quale veniva accompagnata in ospedale e dimessa con una prognosi di 7 giorni”.

“Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che il padre aveva, da sempre, un atteggiamento tirannicoEra violento nei confronti di tutta la famiglia, ma che la situazione era precipitata quando aveva, autonomamente, deciso di combinare un matrimonio tra la figlia quindicenne e un uomo pakistano di 50 anni. Matrimonio che avrebbe dovuto celebrarsi nel Paese d’origine, ma che la figlia rifiutava, non avendo mai conosciuto il futuro consorte, e non volendo tornare in Pakistan. La tenacia della ragazza, a non sottomettersi alla decisione scellerata del padre, ha dato, anche alla madre, il coraggio di reagire e porsi in difesa della figlia. Così che, quando l’uomo ha brandito un coltello per far valere le sue ragioni, nei confronti della quindicenne, la madre stessa si è frapposta tra i due riportando la ferita alla mano. Gli operatori della Polizia di Stato hanno subito compreso la gravità dei fatti ed attivato il protocollo EVA per la tutela delle vittime vulnerabili cristallizzando la scena del crimine e coordinandosi con il PM di Lucca, che ha autorizzato l’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare. Misura che eviterà il degenerare o il ripetersi di fatti analoghi, mentre gli enti preposti seguiranno la famiglia per gli aspetti psicologici e socio assistenziali”.

Mi auguro che l’allontanamento sia sufficienteTroppi uomini, anche italiani, dopo l’allontanamento sono tornati sui loro passi e il numero delle vittime ce lo dimostra. Comunque brava quella quindicenne, con il suo no, con il suo coraggio, ha insegnato a migliaia di ragazze come lei che si può dire no, che la Polizia c’è (e qui va il mio grazie), anche se le leggi non sempre aiutano, come si vede anche da questo caso, chi ci tutela.

Sen. Daniela Santanchè per Novella2000