Se un allenatore di calcio, partita dopo partita, torna a casa con una sonora sconfitta viene esonerato oppure capisce che allenare non è il suo mestiere. Questo è ciò che ho detto a Toninelli: fare il ministro non è il suo mestiere.

Signor Presidente, gentili colleghi, come sapete, Fratelli d’Italia è sempre stata contraria alle mozioni di sfiducia, perché crediamo che le responsabilità siano dell’intero Governo. Il Governo è un organo collegiale per cui, anche questa volta, noi non abbiamo presentato la mozione di sfiducia, proprio per ciò che ho detto.

Tuttavia, le devo dire, ministro Toninelli, che in questi nove mesi lei ha dimostrato tutta la sua incapacità. Devo anche sottolineare che mi è dispiaciuto molto vedere un Ministro del MoVimento 5 Stelle che, per la replica, arriva con un discorso già scritto dagli uffici. Quindi, questo mi fa capire che ha poco rispetto per la democrazia, perché non ha ascoltato gli interventi dei colleghi nella discussione generale ma ha semplicemente detto quanto gli avevano scritto. Quindi, alla faccia della democrazia. (Applausi dal Gruppo FdI e della senatrice Rizzotti).

Detto questo, ministro Toninelli, io vorrei fare un paragone con il calcio che, magari per lei è più facile, comprendere. Quando un allenatore di una squadra di calcio gioca tutte le partite di un campionato e ogni domenica torna a casa con una sonora sconfitta, domenica dopo domenica, alla fine viene esonerato o, comunque, capisce che non è il proprio mestiere. Ecco, signor Ministro, le dobbiamo dire con franchezza che questo non è il suo mestiere. Questo Ministero non può essere da lei rappresentato: un Ministero così importante, quello delle infrastrutture e trasporti.

Purtroppo, devo anche ricordare che il fondatore del suo movimento politico, Beppe Grillo, molte volte ha detto: son ragazzi, bisogna avere pazienza. No, signor Ministro, sono gli italiani che non possono avere pazienza. Purtroppo, è un lusso che gli italiani non si possono permettere.

Vorrei poi tornare a un’altra parola, che è stata un mantra di tutto il MoVimento 5 Stelle, che è merito. Voi avete sempre parlato di merito. Allora, dovrebbe farci capire qual è il merito per il quale lei sta seduto su quella poltrona; qual è il suo curriculum; quale esperienze lei ha fatto prima di fare il Ministro delle infrastrutture; qual è il suo apprendistato. Vede, noi non crediamo che l’apprendistato si possa svolgere facendo i Vice Premier, i sindaci o il Ministro. L’apprendistato è una cosa seria; la formazione è una cosa assolutamente seria e questo, nel suo curriculum, onestamente non lo abbiamo visto, non c’è scritto.

Io, però, le devo dire una cosa. Nella memoria degli italiani lei si sarà ricordato signor Ministro, ma sarà ricordato per molte delle sue gaffe che hanno fatto male alla nostra Nazione.

Mi ricordo molto bene quando lei, dopo un colloquio con il Commissario europeo per i trasporti, forse per stupire, ha chiesto quante merci e quante macchine passavano del tunnel del Brennero. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). E lei fa il Ministro dei trasporti e delle infrastrutture! Non so se adesso ha capito che quel buco, quel tunnel, non è mai stato fatto e, se sarà fatto, sarà comunque solo ferroviario.

Nella memoria, gli italiani ricorderanno molto bene quando lei, in un’intervista al TG2 Motori, disse che aveva un grande desiderio: che il giorno in cui non sarebbe più stato Ministro avrebbe lasciato l’Italia, la nostra Nazione, invasa da colonnine per l’alimentazione delle auto elettriche. Le devo dire che mi ha fatto anche un po’ tenerezza quando, invece, subito dopo, ha detto che ha appena comprato un SUV diesel, lei che fa parte di un Governo che ha messo l’ecotassa, un balzello, un’altra tassa per spremere gli italiani come dei limoni. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP).

Ma qual è la sua coerenza, signor Ministro? Ma come può, in una maniera forse innocente, mettere prima l’ecotassa e poi comprare per la sua famiglia un SUV alimentato a diesel?

Nella memoria, gli italiani ricorderanno, inoltre, alla trasmissione di Bruno Vespa, su un fatto così tragico come la caduta del ponte Morandi, i sorrisetti e le foto opportunity vicino al plastico. E non solo: ricorderanno quando lei, con convinzione, disse che il ponte sarebbe stato fatto immediatamente, in maniera rapida, e che addirittura sarebbe stato un luogo di incontri, dove la gente poteva andare a mangiare, a divertirsi. Ecco, il “ponte dei giochi”; dobbiamo dire che Grillo non è riuscito a fare il lunapark al posto dell’ILVA, ma lei sicuramente riuscirà a fare il “ponte dei giochi”: complimenti. (Applausi della senatrice Rizzotti).

A tal proposito, leggendo dichiarazioni sui giornali, le voglio fare una domanda molto seria, Ministro. Da fonti di stampa si apprende che quelli che lei definiva i sanguinari di Atlantia, quelli che dovevano essere perseguiti e cacciati, diventeranno suoi soci e soci di questo Governo in Alitalia. (Applausi dal Gruppo FdI e della senatrice Rizzotti). Lei su questo ci deve rispondere, signor Ministro, dicendoci se Atlantia sarà socia di questo Governo in Alitalia. Ricordo che lei li voleva cacciare dalla nostra Nazione, erano sanguinari; dovrà rispondere in questo Parlamento, in quest’Aula, se quelli di Atlantia saranno suoi soci e soci di questo Governo in Alitalia.

Signor Ministro, come le ho detto prima, noi non siamo propensi alle mozioni di sfiducia. Se fossimo egoisti e pensassimo al consenso elettorale per Fratelli d’Italia, noi oggi le dovremmo fare la ola, dovremmo fare il tifo per lei. (Applausi dal Gruppo FdI e della senatrice Rizzotti). Perché più lei parla e più rimane seduto su quella poltrona, più i nostri consensi aumentano e i vostri diminuiscono, signor Ministro. Ma noi siamo patrioti, vogliamo il bene della nostra Nazione, vogliamo il bene dell’Italia; pertanto crediamo che lei sia pagato per fare le infrastrutture e che gli italiani non la vogliano pagare per non farle. Noi vogliamo più TAV, più alta velocità, dalle Alpi alla Sicilia; noi vogliamo financo il ponte sullo Stretto di Messina; noi vogliamo un Ministro che non dica no al futuro e allo sviluppo di questa Nazione. (Applausi dal Gruppo FdI).